SANTA GRECA LUNGO I SECOLI
    La venerazione della nostra Santa, seppure con alterne vicende, è assai antica.  Ha conosciuto maggiore sviluppo soprattutto nel 1600, dopo il rinvenimento del suo corpo.  Attualmente, stando alle stime degli tecnici, alla festa di settembre sono presenti sulle centomila persone.

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     La fama delle numerose grazie, operati da Dio per mezzo della intercessione della Santa, si diffuse ben presto in tutta la Sardegna, affollando le tre feste in suo onore: 12 Gennaio che ricorda il martirio; il 1° Maggio e nell'ultima domenica di settembre.

    Da ricordare che anche in altre località della Sardegna vennero costruite delle chiesette in onore di santa Greca: Aidomaggiore, Villaurbana, Tratalias, Domus de Maria, Gergei.  Altre comunità provvidero ad acquistare dei simulacri della santa: Pula, Teulada, Santadi, Narcao, Gonnesa, Pirri, Lanusei, Villasor, ecc.

     Con il rinvenimento delle ossa della Santa si volle ostentare ai fedeli una reliquia per la loro venerazione.  Ne furono individuate due: una del braccio e l'altra di un dito. Il primo venne riposto in un artistico reliquario d'argento alto cm.60, con la teca della reliquia circondata da 13 stelle e sostenuta da due angeli.  La seconda è collocata in un reliquario d'argento, alto cm.35, a forma di vaso; da esso si elevano due rametti di palma sormontati da una croce, che avvincono la teca.

     Nelle due feste solenni dell'anno, cioè il 1° maggio e ultima domenica di settembre, la vigilia della solennità, dalla chiesa parrocchiale parte la processione con il grande reliquiario alla volta del santuario di Santa Greca.

     Arrivati, sul piazzale antistante la chiesa avviene l'incontro del simulacro della santa con la reliquia, tra la commozione dei numerosi fedeli. Al termine dei festeggiamenti, avviene la separazione tra i due e la reliquia viene riportata in corteo alla chiesa parrocchiale.

    Nei giorni della festa la reliquia viene posata nell'altare maggiore per essere portata in processione assieme al simulacro, mentre quella piccola viene sistemata presso la cappella della tomba e così che i fedeli la possano prendere per venerarla.

     Col passare degli anni alcune pareti della chiesa di santa Greca vennero letteralmente tappezzati di ex voto: cuori d'argento, mani, occhi, quadri dipinti in modo non artistico ma pieni di significato e di una fede profonda, tutti corredati dalla scritta P.G.R. (per grazia ricevuta), oppure V.F.G.A. (voto fatto grazia accettata).

    Dopo l'avvento della fotografia sono migliaia le foto portate ed appese nella chiesa da parte dei fedeli che chiedono grazie, o ringraziano per favori ricevuti.  Ciocche di capelli, stampelle, busti di vario materiale sono stati deposti ai piedi di Santa Greca. Parte di tutto questo materiale devozionale e votivo è oggi conservato nella sala attigua alla Sacrestia della chiesa della Santa.

     Altra manifestazione di devozione è stata, fino al 1950, l'offerta di capi di bestiame: ovini, bovini, maialetti, che venivano ben ornati e portati dinnanzi a santa Greca perché li vedesse e li benedicesse, per poi essere consegnati agli Obrieri (persone volenterose che collaborano alla buona riuscita delle feste) perché li custodissero in un recinto costruito apposta nel cortile della Chiesa.

     Inoltre vengono offerti ex voto in cera raffiguranti membra del corpo umano o animali per i quali si invoca la grazia della guarigione o si ringrazia.  Una maniera di esprimere la devozione a Santa Greca, per fortuna oggi scomparso, come afferma lo Spano: "era quello di trascinarsi ginocchioni durante la processione, trascinando la lingua per terra".

     Altra forma di affezione alla Santa veniva espresso nel portare in processione due pesanti catene del peso di circa 80 Kg. l'una.
  Lo Spano così descrive la strana usanza: "Queste si portano a tracollo trascinandole per terra nel dì della festa dietro la processione da quelli che, per intercessione della Santa, furono liberati dalla pena della galera!   Questi si vestono di bianco e con la visiera in testa per non esser conosciuti, fanno il giro cagionando orrore con quello strepito di catene, come facevano anticamente i disciplinati a sangue".  Che cosa significavano quelle catene? Secondo una infondata tradizione sarebbero le catene che legarono santa Greca nella sua prigionia.

     Una attenta osservazione evidenzia la loro origine: catene appartenenti a due ancore. Probabilmente sono state offerte dai marinai come ex voto per essere stati salvati dal naufragio.  Queste catene si trovano ora nella scala che porta alla Cripta dell'antica chiesetta.

    I giorni della festa del primo maggio e dell'ultima domenica di settembre si eseguono dei riti consolidati nel tempo.  Due giorni prima della festa, le mogli o le mamme degli Obrieri della Santa eseguono la vestizione del simulacro della Santa e la decorazione dell'abito di tanti preziosi, alcuni molto antichi: catene, spilli e anelli d'oro.

Un momento impegnativo della vestizione.

    Il giorno di Domenica, alla festa di Settembre, vengono celebrate delle Messe con la distribuzione di migliaia di Comunioni.  Diversi sacerdoti si alternano nelle confessioni dei fedeli.

    La Sagra vede la presenza, anche, di attività ludiche, sportive e ricreative: giochi, bancarelle e altre rivendite.

     In questi ultimi tempi l'Amministrazione Comunale, con i contributi della Regione Sarda, ha dotato la chiesa di un ampio e stupendo sagrato, atto al più praticabile accesso alla chiesa dei fedeli e così, allontanando il chiasso dei giochi e delle bancarelle, favorisce il clima di preghiera e la serena celebrazione delle liturgie in onore di santa Greca.

     Possiamo dire che un grande bene spirituale viene profuso sulle anime, ad opera di questa Ragazza martire, capace ancora di parlare a questa nostra società, troppo spesso fragile e alla ricerca di punti di riferimento.