LA STORIA DI SANTA GRECA
    E' una lapide funeraria, ritrovata nel 1614 nei ruderi di una antica chiesetta a Decimomannu, a indicarci che Santa Greca sarebbe vissuta tra il III e IV secolo d. C. e sarebbe morta all'età di 20 anni, 2 mesi e 19 giorni.  Si aveva notizie di questa Santa, grazie ad antiche carte notarili attestanti la presenza di possedimenti intitolati al suo nome.

     La tradizione poneva il martirio di Santa Greca durante la persecuzione degli imperatori romani Diocleziano e Massimiano, iniziata nel 304. In quella repressione la ferocia romana si manifestò ovunque terribile, sia in occidente che in oriente dell'impero.  Colpì anche la Sardegna e diversi cristiani pagarono con la vita la fedeltà alla fede cristiana.

    Queste sono le uniche notizie certe.
Lungo i secoli, tuttavia, non si è cancellato il ricordo di questa martire cristiana, poiché su di lei sono stati tramandati racconti ed episodi edificanti.  A noi rimane luminosa questa ragazza che in giovane età è arrivata a maturare una scelta cristiana assai profonda, tale che a soli 20 anni offre al Signore Gesù Cristo la sua vita di cristiana e di donna.


INCORONAZIONE DI SANTA GRECA
    Fatto clamoroso e rilevante nella storia di Santa Greca è stata la sua Incoronazione solenne avvenuta il 30 settembre 1928.

  Don Raimondo Maxia, nel libro Storico della Parrocchia di Decimo descrive minuziosamente il grande evento: Si fece una lunga e accurata preparazione, non solo per la manifestazione esteriore, ma soprattutto per la parte spirituale dei fedeli.  Vi furono diversi momenti di catechesi e di preghiera, culminanti con una celebrazione penitenziale.

     Il giorno 30, alla presenza plaudente e festosa di circa 50.000 persone, mons. Ernesto Piovella, arcivescovo di Cagliari, coadiuvato da mons. Saturnino Peri, vescovo di Iglesias procedette alla benedizione di una corona d'oro, che mons. Peri pose solennemente sul Capo della Santa.  La corona era veramente magnifica, dal peso di 425 grammi ed realizzata dall'orafo di Cagliari Francesco Palladino con i preziosi donati lungo i secoli alla Martire.

     Era costata L. 7.500. parte di questa somma furono offerte dai fedeli, parte il ricavo di pegni d'oro della Santa che furono venduti, col permesso della Santa Sede, in Decimo e San Sperate".

     A ricordo di questo grande avvenimento sul lato sinistro della chiesa venne collocata una lapide celebrativa in marmo bianco.

    Dopo l'incoronazione si ravvisò la necessità di un nuovo Cocchio, perché l'altro era ultracentenario e poi troppo basso. Con il contributo dei fedeli del paese ne fu ordinata la costruzione alla ditta Anzellotti di Napoli, su disegno predisposto per l'occasione.  Con grande soddisfazione del popolo e dei numerosi fedeli venne inaugurato per la festa del primo Maggio 1929.

     Don Maxia ci racconta il secondo furto di tutti i preziosi della Santa. Anche nel luglio del 1918 si era verificato un uguale sacrilego ladrocinio.Lungo l'arco dei secoli, infatti, erano pervenuti alla Santa regali d'oro e d'argento, fra i quali un'aquila d'oro con rubini e perle preziose, tanto da creare un vero e proprio tesoro, oggetto di bramosia da parte dei mascalzoni.

     Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio del 1940 la preziosa corona con tutti i gioielli vennero rubati dalla chiesa parrocchiale ove erano custoditi in cassaforte. Questo fatto addolorò non solo i fedeli di Decimomannu, ma tutti i devoti dell'Isola.  La corona e tutti preziosi sinora non sono stati ancora ritrovati.

     Nel 1978 il parroco Elvio Madeddu provvide a far realizzare una corona d'oro da parte dell'orafo D'Aspro di Cagliari. Sebbene fosse di fattura pregevole, non era corrispondente allo stile e alla dimensione del simulacro della Santa.

    Per questo motivo nel luglio 1984 il parroco Raimondo Podda, sulla base della fotografia della dell'incoronazione, commissionò a F. De Giorni, altro orafo di Cagliari, un'altra corona.

    Ne venne fuori una splendida corona di 434 grammi d’oro con 8 perle e 16 pietre preziose.


IL MARTIRIO DI SANTA GRECA
    Come si è detto, non esistono gli atti del suo martirio che ci narrino dei suoi tormenti. Dagli "acta" riferiti ad altri martiri sappiamo del metodo romano di trattare i condannati.

    Si iniziava con le lusinghe, si passava poi ai tormenti, quale la fustigazione al fine di ottenere da loro una abiura della fede.  Quando però i cristiani restavano fermi nella loro fede si tentava con altre torture più energiche.

     La tradizione afferma che una ulteriore tortura inflitta a santa Greca fu quella di conficcarle sul capo, a colpi di martello, tre grossi chiodi.
Ma anche in questa tribolazione la ragazza resistette ferma nella fede e nel coraggio, finché il 12 gennaio del 304 venne uccisa mediante la decapitazione.

     In quattro peducci delle lunette della cupola della chiesa della Santa, viene narrato il martirio di Santa Greca.

    La lapide con l’iscrizione sepolcrale della B .M. Greca. Sta oggi
    collocata nel loculo, nel quale furono trovate nel 1614 le reliquie.
 


LE RELIQUIE DI SANTA GRECA
    Il corpo di Santa Greca rimase per vari secoli occulto; si sapeva del luogo della sepoltura, ma si ignorava il punto esatto. Il ritrovamento avvenne, secondo testimonianze dell'epoca, in modo inaspettato.

     Nel sec.XVII viveva a Cagliari Francesco Ortolano, fratello coadiutore della Compagnia di Gesù. Fu proprio lui che, ispirato da Dio, rivelò con una certa precisione i luoghi dove giacevano i corpi dei martiri.

    Fu in seguito a queste rivelazioni che il 6 Novembre del 1614, mons. Francesco D'Esquivel arcivescovo di Cagliari, diede inizio alla ricerca dei corpi dei Martiri nella Basilica paleocristiana di S. Saturnino in Cagliari.
Si invenirono tanti corpi di martiri: Saturnino, Lucifero, Vitalia, Giusta, Giustina ed altri.

     Sparsasi la notizia di ciò che accadeva a Cagliari, l'allora marchese di Palmas di Decimo ed il canonico Giacomo Spiga vollero ricercare il corpo della martire Greca.

     Ottenuto il permesso dall'arcivescovo di Cagliari e seguendo le indicazioni del gesuita Ortolano, iniziarono gli scavi.  Ben presto sotto un vecchio altare fu trovata la bramata tomba con la lapide con la scritta "La Beata Martire Greca, riposa in pace, visse anni 20, mesi 2, giorni 19 - fu deposta il 12 gennaio". Manca l'anno di morte, perché la morte era considerata l'inizio della nuova vita.

     "Tolta con precauzione e grande ansia quella lapide ed il lastrone di pietra sottostante, apparirono giacenti nel loculo le ossa della Martire, ricoperte di leggera polvere prodotta dalla decomposizione delle vesti e del corpo", scrive il parroco R. Maxia nel Liber Chronicus raccontando la ricognizione delle Reliquie della Santa, nel 1928.


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     Redatto il verbale di tale ritrovamento (conservato nella Curia Arcivescovile di Cagliari) ad opera del Vicario Generale can. Antonio Martis e di P. Esquirro Provinciale dei Cappuccini di Cagliari, le ossa furono conservate in due cassette di legno foderate di seta, una portata a Cagliari e conservata nel Santuario della Cattedrale, l'altra con processione solenne, fu portata alla chiesa parrocchiale di S. Antonio abate e deposte sotto il simulacro del Patrono.

     Don Maxia affermava che all'atto del rinvenimento della tomba era apparso un sarcofago in marmo bianco con un bellissimo bassorilievo rappresentante la Santa coricata sul fianco destro, con le braccia distese e le mani incrociate, la testa dolcemente reclinata su un cuscino, sopra la veste il manto era fermato sul petto da un fermaglio, le chiome sciolte cinte alla fronte da una corona di rose ricadevano graziosamente sulle spalle, dando al sembiante l'espressione di un dolce sonno nella visione di Dio.

    Il 20 Maggio 1789 l'arcivescovo di Cagliari mons. Vittorio Filippo Melano fece una ricognizione delle reliquie di Santa Greca, e avendole trovate in perfetto ordine, le fece rimettere nello stesso sarcofago.

Anno 1928 ricerca delle reliquie

     Il 26 settembre del 1928, su richiesta del parroco Raimondo Maxia, ed in preparazione alle grandi feste per l'Incoronazione della Santa, avvenuta il 30 Settembre 1928, l'arcivescovo di Cagliari, mons. Piovella, alla presenza delle autorità civili e del clero, fece un'altra ricognizione delle reliquie di Santa Greca.  Il parroco Maxia ne fece una lunga e circostanziata descrizione nel Liber Chronicus.

Ricognizione delle reliquie di Santa Greca

     In quella occasione le ossa di Santa Greca furono tolte dal sarcofago, sistemate in un'urna di bronzo dorato offerta dalle Ragazze di Azione Cattolica di Decimomannu e rimesse nello stesso posto sotto la nicchia di S. Antonio, dove tutt'ora si trovano.  Sotto l'urna di bronzo furono collocate due cassette di legno pregiato contenenti la testa e altri frammenti di ossa, trovate nel fondo di detto sarcofago.

    In quella occasione fu demolito il vecchio sarcofago di marmo ed il bassorilievo deposto in fondo alla nicchia.

     Nell'agosto 1984, in occasione degli ultimi restauri della chiesa di Santa Greca, il parroco Raimondo Podda fece sistemare il bassorilievo del primo sarcofago accanto alla tomba della Santa.